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Perché Shakespare ambientava le sue opere in Italia

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I paesaggi italiani ricorrono spesso nelle opere di William Shakespeare, e sono lo sfondo di molti tra i più importanti capolavori teatrali (ben 15 su 37) realizzati dal celebre drammaturgo inglese a cavallo tra il XVI e il XVII secolo. Semplice "circostanza scenografica" o autentico enigma?

 

Venezia, Verona e Messina: scenari naturali delle vicende shakespeariane

 

 

Tra i più rappresentativi dei grandi classici shakespeariani basati su un'ambientazione sia geografica che culturale referente al nostro paese figurano indubbiamente alcune delle tragedie divenute poi in assoluto tra le più famose e rappresentate in tutto il mondo, come Otello, ambientato nella Venezia di fine '500, Giulietta e Romeo, ambientata a Verona, e Molto rumore per nulla, sul cui sfondo compare Messina.

 

Perché mai William Shakespeare ambientava le sue opere in Italia?

 

 

Le origini di Shakespeare sono un enigma irrisolto da 500 anni. L'interrogativo affascina da tempo appassionati e studiosi generando fior fiore di ricerche universitarie e approfondimenti vari sul tema. Per molti storici, infatti, la massiccia presenza di ambientazioni italiane nelle opere di William Shakespeare (circa la metà) apre interrogativi ancora oggi privi di risposte ufficiali e avvolte nel più totale mistero.

 

Sollevata anche dal prestigioso quotidiano inglese "The Times", la questione riguarderebbe ben più che una semplice scelta stilistica di ambientazione narrativa, lasciando emergere l'affascinante teoria secondo cui William Shakespeare sarebbe italiano e non inglese. Proprio così. La grande conoscenza dell'Italia e della cultura che traspaiono dai testi delle opere del celebre drammaturgo ne sarebbero la prima importante "prova".

 

La "celebrità segreta" di Michelangelo Florio Crollalanza

 

Secondo la storia "ufficiale" nato e deceduto nel borgo britannico di Stradford-upon-Avon, William Shakespeare sarebbe in realtà Michelangelo Florio Crollalanza, nato a Messina nel 1564 e figlio del medico Giovanni Florio e della nobildonna Guglielma Crollalanza, in effetti l'esatta traduzione del nome Shakespeare, da shake, “scrollare" e speare, “lancia”, costretti ad abbandonare la Sicilia raggiungendo prima il Veneto e quindi l’Inghilterra per la loro espressa fede calvinista.

 

Questa tesi spiegherebbe dunque in modo piuttosto esaustivo perché Shakespeare ambientava le proprie opere in Italia: semplicemente perché vi sarebbe nato e cresciuto, prima di doverne fuggire perseguitato con la famiglia d'origine dalla Santa Inquisizione.

 

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