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Gli Uffizi a Firenze: guida ai capolavori più importanti

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Avete aspettato ore e ore per entrare finalmente nella famosa Galleria degli Uffizi di Firenze e adesso sperate soltanto di riuscire a rilassarvi e aggirarvi casualmente tra le stanze che ospitano celebri opere d’arte, con calma e senza pensieri.

 

Iniziate dalla prima stanza, poi girate nel corridoio successivo e realizzate improvvisamente di avere dinnanzi a voi chilometri di gallerie e più dipinti che ritraggono una Madonna con Bambino di quanti avreste pensato di vedere in tutta la vostra vita. Sapere quali sono le opere da non perdere agli Uffizi può essere di vero aiuto… sebbene tutte le opere d’arte della collezione dei Medici siano dei capolavori, è possibile sentirsi mancare il fiato, come sommersi dalle tante opere religiose del Rinascimento.

 

Permetteteci di aiutarvi a non affogare in questo mare d’arte suggerendovi alcuni capolavori imperdibili.

 

Acquistate i vostri biglietti in anticipo

 

Prima di passare in rassegna le opere più important, riducete lo stress dell’ingresso alla galleria. Per evitare una fila anche di due ore nei giorni più affollati (ovvero tutti i giorni), visitate il sito web degli Uffizi, potrete prenotare i vostri biglietti online oppure chiamando l’apposito numero telefonico. Potrete, inoltre, usufruire del servizio biglietteria situato a pochi passi dal Duomo, in via Calzaiuoli davanti alla chiesa di Orsanmichele, dove è possibile acquistare i biglietti per gli Uffizi, ma anche per l’Accademia, Palazzo Pitti e numerose attrazioni turistiche, senza dover attendere file infinite alla biglietteria del museo.

 

Dopo essere arrivati al secondo piano del museo…

 

Dopo essere arrivati al secondo piano del museo, si percorre un corridoio ornato da sculture classiche. Sulla sinistra, in una sala singola, sono esposte alcune sculture e testimonianze architettoniche antiche. Gli affreschi e le grottesche che decorano il soffitto del corridoio risalgono alla fine del regno dei Medici, nel XVI secolo. Questi affreschi sono surreali e anche un po’ inquietanti, ma vale la pena percorrere il corridoio con la testa all’insù, per ammirare opere d’arte raffinate, diverse per stile e creatività dal resto dei capolavori del museo.
Imperdibile, al centro della sala n. 2, è la famosa “ Maestà di Ognissanti” di Giotto. Il dipinto fu realizzato agli inizi del XIV secolo e rappresenta un punto di svolta nell’arte religiosa, inaugurando il realismo rinascimentale. L’opera ritrae una Madonna con bambino circondata da angeli che si affiancano gli uni agli altri come tanti grappoli d’uva. Il particolare degli angeli è notevole poiché si differenzia molto dalle opere precedenti, dove ogni figura era mostrata nella sua interezza. Nella sala accanto è ospitata l’ Annunciazione di Martini, un ottimo esempio di ritrattistica realistica degli inizi del Rinascimento. I volti non sono stilizzati come nell’arte Bizantina, mentre la carnagione chiara e i tratti decisi risento degli influssi di Giotto.

 

La sala seguente mostra opere del primo rinascimento, notevoli anche se quasi tutte simili. Proseguendo, si incontra un altro imperdibile capolavoro, “L’adorazione dei Magi” di Gentile da Fabriano. Il dipinto è posto sulla parete di fronte all’ingresso alla sala 5 ed è un capolavoro del realismo e della composizione, soprattutto grazie alla grande cura dei particolari nel realizzare gli animali presenti nella scena. Nella stessa ala degli Uffizi è possibile ammirare anche il Battesimo di Cristo del Verrocchio, un altro trionfo del realismo che mostra l’influenza della pittura nord-europea sull’arte del primo Rinascimento.

 

La sala successiva ospita il “Doppio ritratto” del Duca e della Duchessa di Urbino di Piero della Francesca, ritenuto il primo esempio di ritrattistica individuale, che segna il cambiamento dall’arte religiosa all’arte secolare privata. Con l’ascesa della nobiltà mercantile fiorentina, un numero maggiore di opere d’arte erano commissionate da ricchi mecenati che preferivano i propri ritratti alle tradizionali scene bibliche. Questo ci porta alla sala successiva, una delle più famose degli Uffizi. Le sale dalla 10 alla 14 sono dedicate al Botticelli, uno dei più grandi pittori del Rinascimento italiano. Le sue opere sembrano quasi illustrative nella loro semplicità, ma la maestosità e la bellezza della pittura come nella “Primavera” o nella “Nascita di Venere” creano capolavori da non perdere, anche se sempre accerchiati da una moltitudine di turisti.
Se la folla intorno a queste due opere dovesse essere eccessiva, assicuratevi di raggiungere l’altra estremità della galleria, dove sono raccolte le opere religiose di Botticelli, magari meno conosciute o magiche, ma pur sempre pezzi unici del realismo rinascimentale.

 

Nella sala successiva è possibile ammirare le opere di un altro genio dell’arte Leonardo Da Vinci. Tutte le opere esposte in questa sala sono spettacolari, ma una in particolare merita di essere osservata con attenzione: l’ Adorazione dei Magi, un’opera incompiuta di Leonardo che segnò una nuova era dell’arte religiosa, caratterizzata dalla drammaticità e dall’indipendenza. L’architettura, in particolare, mostra una dettagliata conoscenza della prospettiva che gli altri artisti esposti nelle prime sale del museo neanche immaginavano.

 

Arrivati a questo punto è facile sentirsi esausti e scoraggiati nel realizzare che non avete raggiunto neppure la metà della galleria. Tra le opere ancora da visitare spiccano pezzi particolarmente interessanti e di rilievo storico e artistico, come le opere di Duhrer nella sala 20 o il “Tondo Doni” di Michelangelo Buonarroti nella sala 25. Come tutte le opere di Michelangelo è un dipinto colorato e mozzafiato, un ottimo inizio se pianificate di visitare la Cappella Sistina a Roma.

 

Dalla sala 26 alla 28 è possibile ammirare fantastiche opere dell’alto Rinascimento (ad esempio, la Madonna del cardellino di Raffaello, la Madonna dal collo lungo del Parmigianino e la Venere di Urbino di Tiziano). Queste opere segnano il passaggio ad un periodo artistico più concettuale sviluppatosi all’indomani del Rinascimento, il Manierismo.

 

Carta “Amici degli Uffizi”

 

Visitare l’intera galleria è altamente consigliabile, tuttavia se iniziate a sentirvi stanchi e a vedere aureole sulle teste degli altri visitatori, forse è giunto il momento di cambiare aria. Se vi fermate a Firenze per più di una settimana è un’ottima idea acquistare la carta “Amici degli Uffizi”. Al costo di 40 euro, vi permette di visitare i musei della città tutte le volte che volete senza dover fare la fila.
Per maggiori informazioni sulla carta, visitate il sito www.uffizi.com e il sito http://www.amicidegliuffizi.it/.